Prego, accomodatevi

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Benvenuti nella nostra caffetteria.

Ci è costata un po’ di fatica aprirla. Qui c’è ancora da sistemare. E poi le pratiche burocratiche. Pagamenti. Scocciature. Sapete come vanno queste bischerate. Però n’è valsa pena. Su internet ce ne sono una miriade come questa. Sicuramente anche più attrezzate. Penserete voi: con tanti caffè che ci sono in giro, perché aprirne un’altra?

Chi lo beve amaro o zuccherato. Chi preferisce l’espresso ordinario. Chi quello ristretto. Lungo. Quello macchiato. Chi vuole il marocchino. Chi il bicerin. Il cappuccino. L’americano. Quello d’orzo e al ginseng. C’è chi preferisce berlo a casa. Chi vuole le capsule. Chi le cialde. I guardiani del caffè tradizionalista invece sentenziano che solo la moka è permessa, perché senza, dicono loro, il caffè non è più quello di una volta. Sarà.

Il caffè lo prepariamo solo in un modo: scorretto. Possibilmente caustico e irriverente. Si spera da voi gradito. Obiettivo: dilettare raccontando nel modo più ficcante possibile ciò che più ci aggrada.

Andrea Costanza